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          Il paese di Dongo  
 
Dongo

Con la sua caratteristica forma ad uncino, lungo la foce del torrente Albano si adagia il vasto abitato di Dongo.

Affacciato sul lago, di fronte all'imponente mole del monte Legnone, il paese è tappa fondamentale sull' antico percorso che, attraverso il passo di San Jorio, collega le rive lariane alla Val Mesolcina, nei Grigioni.

Questa via di comunicazione era usata dai mercanti comaschi per arrivare a Bellinzona e da lì in Germania; in tempi più recenti è stata percorsa dai contrabbandieri e, durante la lotta di Liberazione, dalle brigate partigiane.

Il centro storico del paese si snoda intorno alla piazza Paracchini, dominata dalla facciata neoclassica, sobria e severa, di Palazzo Manzi, sede comunale; al primo piano, il palazzo racchiude ricchi e fastosi ambienti, quali la Sala d'Oro, così denominata per il colore dominante degli arredi, la Biblioteca e la Cappella, ai quali si accede dal porticato per un ampio scalone. Al piano terreno ospita anche l'interessante Museo della Resistenza Comasca.

Dongo il 27 aprile 1945 fu teatro del crollo del fascismo e della Repubblica Sociale Italiana, crollo segnato dalla cattura di Benito Mussolini e della maggioranza dei ministri della R.S. e dalla loro fucilazione avvenuta il giorno seguente, quella di Mussolini a Giulino di Mezzegra e quella dei suoi ministri a Dongo, sul lungolago antistante la piazza.

Dalle strette viuzze che si diramano dalla piazza si raggiungono gli insediamenti più antichi del paese che corrispondono alle frazioni di Barbignano, Martinico e Mossanzonico, anche se il rapido sviluppo economico del dopoguerra ha portato una notevole espansione edilizia verso la piana di Consiglio di Rumo.

Sin dal secolo XV risorsa economica peculiare di Dongo fu lo sfruttamento dei giacimenti di ferro della vallata dell' Albano, sfruttamento proseguito fino alla fine dell'800, quando all'attività estrattiva e di lavorazione della ghisa si preferirono le produzioni secondarie.

Di rilievo è ancora oggi la presenza del complesso industriale delle Acciaierie e Ferriere Lombarde Cagiva, ex Falck, che costituisce una valida alternativa al lavoro oltre confine.

l segni tangibili della fede nel paese di Dongo sono evidenti e numerosi, degna di nota è innanzi tutto la chiesa di origine romanica di S. Maria in Martinico (secc. XI-XII), che, profondamente trasformata da interventi successivi, conserva al suo interno resti di affreschi del '400.

Dongo

La frazione di Barbignano ospita invece la chiesetta di Nostra Signora del Sacro Cuore edificata nei primi anni del Novecento e legata alle memorie del Beato Enrico Rebuschini ( 1860-1938). A Mossanzonico sorge l'oratorio quattrocentesco di S. Lorenzo con pregevoli statue lignee realizzate dallo scultore ligure Antonio Maria Maragliano (1664-1741).

Vicino alla foce del torrente Albano sorge il Santuario, di origini cinquecentesche, della Madonna delle Lacrime, che deve al proprio nome alla dolce antica immagine di Madonna col Bambino ivi venerata.
Annesso al Santuario sorge un ampio complesso conventuale francescano secentesco, che racchiude splendidi affreschi, due chiostri e una preziosa Biblioteca con oltre 23.000 volumi dei secco XV-XVIII.

In posizione dominante sorge invece la chiesetta secentesca di S. Gottardo, ove si può ammirare una splendida pala d'altare raffigurante la Gloria di San Gottardo del cremasco Gian Giacomo Barbello (1604-1656). Da non dimenticare, poi, la cappella dedicata all’immacolata all'interno di Palazzo Manzi; non lontano dal Santuario, la bella parrocchiale dedicata a Santo Stefano.

Testo concesso dalla Associazione "Jubilantes" di Como

 
 
Parrocchia S. Stefano - Via Don Giovanni Manzi, 40 - Dongo (CO) - Tel: 0344.81.233 - Mail: info@parrocchiadongo.it