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Programma IV settimana Grest
30 giugno 2013
   
               
   
Programma III settimana Grest
23 giugno 2013
   
               
   
Il corpo e la danza
23 giugno 2013
Corpo, espressione, movimento: la danza nelle pratiche educative
UNA DANZA PER TUTTI E PER OGNUNO

La danza è una forma di espressione che appartiene alla storia dell’uomo e della collettività fi n dai tempi più antichi: è legata alla spiritualità, al rito, alla celebrazione di eventi, ma anche allo svago, al divertimento, allo scarico emozionale.  Indipendentemente dalla sua funzione - che può variare a seconda del contesto, delle culture, delle epoche - l’atto del danzare è sempre un’esperienza di movimento che è provocata e che produce emozioni e idee, è un dialogo sottile fra interno ed esterno che indirettamente rivela e rimanda all’idea di corpo che in ogni tempo, ogni società, elabora e persegue. Il corpo che attualmente “ci” racconta come persone ed individui sociali, è un corpo variamente esposto, ostentato, progettato.

Corpo separato dal pensiero, corpo agito e non agente - oggi più che mai corpo esibito. Di conseguenza anche la danza che oggi ci viene raccontata dal cinema e dalla televisione, non è certo quella dei riti sociali condivisi, né delle pratiche di ascolto ed espressione di sé. L’arena è quella della  competitività più esasperata: sembra che si danzi solo per gareggiare, per riuscire, per raggiungere successo e popolarità. Esprimersi attraverso il movimento, può invece significare, per molti, trovare un modo alternativo per raccontare, con soddisfazione, la propria interiorità. Danzando, ciascuno impara a conoscere il proprio corpo e a usare il movimento come mezzo di comunicazione con gli altri. Scopre che la qualità del proprio movimento varia a seconda delle emozioni e delle sensazioni provate ed è strettamente collegata allo spazio usato, alla musica, al ritmo, e, non ultimo, alle persone che lo circondano.

In Italia, quando si parla di danza inserita in un contesto di tipo educativo si utilizza in genere il termine danza educativa. Quando invece ci si riferisce a una danza rivolta e agita in ambiti sociali, con famiglie, gruppi intergenerazionali, adolescenti a rischio, anziani, gruppi integrati ecc., si usa il termine danza di comunità.
   
               
   
Programma II settimana Grest
16 giugno 2013
   
               
   
Il Corpo e il cinema
16 giugno 2013
Cinema e corpo. Una serie di lungometraggi per raccontare e parlare del corpo, attraverso il corpo.

Il tutto a partire dai grandi obiettivi dell'anno: il corpo come luogo vero della relazione, il corpo come mezzo di comunicazione, il corpo contenitore dell'identità ed infine il corpo come strumento per modificare e migliorare la realtà.
   
               
   
Programma I settimana Grest
9 giugno 2013
   
               
   
Il Corpo e il teatro
9 giugno 2013
L’argomento, il tema proposto per il Cre-Grest 2013: il corpo. A quale titolo io sia stato invitato a parlare: una testimonianza di un corpo invecchiato (e quindi DOC) o forse per raccontare come mi trovo dentro questo involucro dopo ottant’anni di coabitazione. Se, quanto dirò, potrà essere di qualche utilità a qualcuno che mi sta leggendo ne sarò felice; mi sento abbastanza tranquillo nel non cercare gratificazioni parlando di me.

Mi riesce difficile non accennare a qualche premessa “filosofica” che mi ha accompagnato in passato e mi accompagna nel tempo presente: chiedo venia se potrò risultare noioso. La percezione del mio “io” doveva essere ben presente anche nei miei primi anni di vita se, tanto spesso, mi sedevo su un piccolo sgabello, in solitudine, e riflettevo su di me e sul mondo che mi circondava; la distinzione tra il me pensante e il bambino che sedeva non era affatto percepita come separazione di due elementi. Spesso però percepivo l’impossibilità del corpo a seguire le spinte dell’immaginazione; era come se il corpo fosse il mio pedagogo e maestro che mi dettava le regole e i limiti entro i quali porre le mie azioni concrete. Da una parte lo spaziare illimitato del pensare e dell’immaginazione, dall’altra il piccolo recinto della realizzazione sensibile e quindi percepibile all’esterno.

Quando mi parlavano di “corpo” e di “anima” capivo bene di che cosa di trattava e mi sembrava che questa spiegazione del mio io soddisfacesse in pieno le domande e le esigenze personali. In realtà, ed è questo oggi il mio pensiero, portavo dentro di me due giudizi diversi su questi due elementi,corpo e anima: il primo, per quanto fonte di felicità e di piacere conteneva anche qualcosa di negativo, di limite, di pesante, di impedimento, di remora, di freno; l’anima invece, il pensare, ’immaginare, il dilettarsi nei giochi della conoscenza (di tutti i tipi, compresa quella matematica) sembrava mostrasse tutta la sua possibile onnipotenza, se fosse stata sola.
   
               
   
Il Corpo e l'arte
1 giugno 2013
Il corpo dell’uomo e le forme dell’arte
Fin dalla loro remota comparsa, lungo il filo della loro straordinaria storia evolutiva, gli esseri umani hanno dato segni eloquenti del loro ingresso nella storia. Si può dire che, di questi segni, l’arte è in assoluto uno dei primi. Si capisce che l’essere umano è comparso nella storia quando si trovano segni di un essere vivente che simbolizza il suo rapporto con la realtà attraverso una produzione di forme che denotano una spiccata cura estetica.

Ma si sbaglierebbe se si pensasse che tutto questo sia il frutto di un progressivo distacco dell’essere umano dalla sua radice animale e corporea. Al contrario. Per l’essere umano il corpo è proprio il primo fondamentale oggetto simbolico del proprio rapporto con la realtà: qualcosa cioè che non è solo fenomeno della biologia, ma segno del suo essere altro. Si potrebbe dire che l’arte nasce proprio perché l’uomo ha un corpo. Non a caso le prime, arcaiche e più spontanee forme di arte sono quelle che l’essere umano applica al proprio corpo, per decorarlo, per ornarlo, per renderlo messaggio, linguaggio, comunicazione, ma anche coscienza di sé, auto rappresentazione: dai molti tipi di monili alle pratiche di tatuare la pelle, dai costumi rituali alle insegne dell’autorevolezza sociale, il corpo dell’uomo è fin dai tempi della sua comparsa un privilegiato luogo di esercitazione estetica. Si può dunque dire che il corpo umano è proprio matrice dell’arte.

Il corpo è anche da subito oggetto di rappresentazione. La preistoria è ricca di documenti artistici (per quanto si possa applicare questo nostro concetto moderno a culture di altre ere) che testimoniano una profonda riflessione sulla vita attraverso la rappresentazione del corpo umano. Il più noto di questi documenti è la diffusissima serie di rappresentazioni femminili che sono state chiamate “veneri”. Si tratta di piccole statuette di pietra, alcune antiche anche di 30.000 anni, raffiguranti figure di donne, che ostentano i tratti tipici della corporeità femminile. Le società paleolitiche, come è facile intuire, dovettero essere profondamente fondate sulla funzione generatrice della donna, che dunque viene fatta oggetto di una rappresentazione specifica, incaricata di mettere in risalto il mistero della fecondità. Ma l’uomo arcaico impara presto a elaborare attraverso la produzione di immagini ogni esperienza della propria vita, dalla guerra alla caccia, dalla morte all’amore.
   
               
   
Il Corpo e la Bibbia
24 maggio 2013
«E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi» (Gv 1,14). La fede cristiana non si basa su belle idee o una convincente filosofia di vita. Essa è fondata su un avvenimento: l’incarnazione del Figlio. San Giovanni nel suo vangelo afferma che il Logos, cioè la ragione creatrice, si è fatta uomo come ciascuno di noi, è entrato nella storia dell’umanità, «sporcandosi le mani e i piedi» con la creazione per manifestare fino in fondo (fino alla croce) la propria solidarietà con l’uomo.

È grazie al corpo di Gesù che il credente può incontrare Dio: «[Noi annunciamo] quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo veduto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna, che era presso il Padre e che si manifestò a noi» (1Gv 1,1-2). Per dire che ha cura dell’uomo, Dio non si è limitato a parlare (lo aveva già fatto tante volte attraverso i patriarchi e i profeti dell’antico testamento), ma con Gesù è entrato sulla scena del mondo: a volte – lo intuivamo anche preparando PassParTù – le parole non bastano, servono i fatti.

In continuità con l’anno scorso, una proposta estiva sul tema del corpo completa, come in un dittico, il tema della  comunicazione umana, che è sempre, inscindibilmente, verbale e corporea. Lo stesso Concilio Vaticano II, riflettendo sulla Rivelazione divina, ricordava come essa avviene gestis verbisque, cioè nei/grazie ai gesti e alle parole di Cristo (cf Dei verbum 2).
   
               
   
Il logo EVERYBODY
19 maggio 2013
«EVERYBODY»: in inglese significa ciascuno. Ma anche tutti insieme. Strano, vero? Una parola che serve a dire l'individualità e nello stesso tempo la comunità. Ci è piaciuto, questo titolo. Perchè ci ricorda che il corpo non è una faccenda solo personale. Siamo corpi chiamati a vivere gli uni accanto agli altri; a esprimere la propria storia, ma nello stesso tempo a fare comunità. Un corpo: la vita di ciascuno. Un corpo: la comunità che è anche la Chiesa di Gesù.

«UN CORPO MI HAI PREPARATO»: è una citazione tolta dalla lettera agli Ebrei che, a sua volta, cita il salmo 40. Il corpo è dono di Dio, è il luogo che noi abitiamo e che anche Lui ha voluto assumere per vivere la sua storia insieme a noi. Gesù ci ha insegnato che il corpo è un dono, ma perchè questo possa essere vero è necessario che - anche noi - ne facciamo a nostra volta un dono.

«IL LOGO»: a tutti verrà in mente Leonardo da Vinci. In modo simpatico abbiamo voluto riprendere il famoso disegno che rappresenta lo studio dell'uomo e del suo corpo. Ma perchè il nostro discorso non fosse una pura ripresa dell'umanesimo rinascimentale, abbiamo inserito nella prefezione del cerchio e del quadrato tre persone: è nella relazione che si scopre il valore della propria esistenza e del proprio corpo.
   
               
   
Come iscriversi al Grest 2013?
22 aprile 2013
Per poter partecipare al Grest è necessario essere residenti a Dongo oppure aver frequentato una delle scuole in paese od avere nonni residenti. Possono partecipare i nati tra il 1999 e il 2007. Per le iscrizioni è necessario recarsi in oratorio dove si potranno avere informazioni più esaustive. L'oratorio è aperto dal giovedì alla domenica dalle 14:30 alle 17:00. Inoltre è possibile avere altre informazioni scrivendo una mail all'indirizzo info@parrocchiadongo.it.

Le iscrizioni al Grest 2013 sono state chiuse il giorno 24 maggio 2013.
   
               
   
EveryBody - Grest 2013
21 aprile 2013
La primavera dovrebbe essere iniziata già da un mese anche se non sembra ma noi animatori non ci scoraggiamo! Siamo carichissimi per iniziare una nuova avventura estiva con voi! La macchina organizzativa è già partita e il nostro entusiasmo è alle stelle!
Allora che dire? Partecipate numerosi!
   
               
               
 
Parrocchia S. Stefano - Via Don Giovanni Manzi, 40 - Dongo (CO) - Tel: 0344.81.233 - Mail: info@parrocchiadongo.it