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S. STEFANO S. MARIA S. LORENZO S. GOTTARDO BARBIGNANO V. FALCK SANTUARIO
 
     
          Cappella di Barbignano  
 

Per descrivere brevemente la storia della chiesetta è utile rileggere le seguenti note storiche scritte da Padre Enrico Rebuschini sull’ effemeride (diario delle Messe celebrate) nel 1903.

“ NOTIZIE STORICHE INTORNO ALLE ORIGINI DELLA CHIESUOLA INTITOLATA A NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE – DONGO 1903”

Maddalena Rebuschini di Pietro, donna d’animo nobilissimo e di esimia pietà, nutriva la devozione più tenera verso Maria SS. Sotto il titolo di “Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù”, a lei con illimitata fiducia ricorrendo nei bisogni più urgenti sia propri che altrui.

Cappella di Barbignano

Da anni essa vivamente desiderava che Nostra Signora anche in Dongo fosse venerata, finché nel 1887 si decise di acquistarne la statua per esporla al culto nella Chiesa di S. Maria in Martinico. L’ acquistò mediante Padre Vittore Jouet procuratore generale dei missionari del Sacro Cuore, il quale la fece venire da Parigi della Ditta J. Daniel con la spesa, le corone comprese di L. 465 e aggiungendo le spese di porto e dogana, si arrivò a L. 600.

La statua alta m. 1,70 in cartone romano riccamente decorata non si poté collocare in S. Maria essendo la nicchia preparata troppo angusta. Allora la Rebuschini s’ adoperò perché fosse accettata nella parrocchiale, oppure nella Chiesa dei Minori.

Ricevuto duplice rifiuto, concepì di edificare in Barbignano un santuarietto apposta per Nostra Signora. Dopo lunghe noie per trovare il terreno che fu poi donato dal fratello Domenico, si affidò per il disegno e l’ esecuzione al novello ingegner Luigi Gentile. Il vaso della chiesuola avrebbe dovuto riuscire più ampio; ed invero le spese sostenute sarebbero potute bastare per una costruzione di triple dimensioni.

La Rebuschini, da tutti compianta e lasciando soave e indelebile ricordo di sue virtù, passava al Signore il 16 dicembre 1891, rimanendo incompiuta l’ opera da lei tanto amata e alla stessa occasione di tanti dispiaceri.

In omaggio alla memoria della diletta sorella la conduceva a termine il cavalier dottor Domenico, a tutte proprie spese, il 13 settembre 1932 il piccolo edificio poté essere benedetto dal nipote della Rebuschini, Padre Enrico delegato a ciò da sua Eminenza Mons. Andrea Ferrari Vescovo di Como essendo infermo il signor arciprete Carlo dell’Oro.

La Maddalena Rebuschini, prima della sua morte, disponeva di una somma sufficiente per il culto perpetuo e la conservazione della chiesuola. L’8 ottobre 1894 questa venne onorata dalla visita del nuovo cardinale S.E. Andrea Ferrari, che vi recitò il S. Rosario, tenne un breve, affettuoso, devoto discorso, e quindi, accompagnato dal cavalier Domenico Rebuschini, entrò nella casa del medesimo, trattenendovisi familiarmente per alquanto tempo.

Il 12 agosto 1903 il Padre francescano da Vassena, guardiano dei Minori di Dongo, erigeva le stazioni della Via Crucis. Il cavalier dottor Domenico Rebuschini, continuatore della sorella Maddalena, nell’ edificazione del piccolo santuario e riparatore del medesimo, avendone rinnovato il tetto che, quale era, lasciava penetrare l’ acqua nell’ interno, moriva nel Signore a Como il 12 giugno 1898.

 
 
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